La Cucina Molisana


Esiste La Cucina Molisana ?

Proprio partendo da questa domanda, circa vent’anni fa due studiose di gastronomia italiane, Anna Maria Lombardi e Rita Mastropaolo, pubblicavano “La Cucina Molisana” (1987) prima raccolta di ricette tipiche di questa regione. L’interrogativo era tutt’altro che banale e nasceva dalla consapevolezza che che le tradizioni in genere del Molise (non solo quelle gastronomiche) fossero poco o per nulla note nel resto d’Italia e addirittura agli stessi molisani. Per spiegare questa importante mancanza di una identità definita e forte, che era invece già caratteristica di tutte le altre regioni italiane e già cominciava a rivelarsi un importante vettore di sviluppo economico, le autrici facevano ricorso alle consuete cause storiche e sociali: l’isolamento del Molise in una sorta di limbo pastorale-feudale fino alla fine degli anni '50, lo spopolamento che colpì la regione durante gli anni della emigrazione, la frammentazione del territorio in un a miriade di piccole o piccolissime comunità diverse tra loro per usi costumi e, in alcuni casi anche per lingua, la mancanza di strade e vie di comunicazione accessibili, la scarsa industrializzazione. Notavano inoltre le due studiose che le tradizioni e la storia dei molisani erano considerate umili, povere, semplici. Qualcosa che si poteva lasciare alle spalle, sacrificare senza difficoltà in nome del progresso e del "benessere". Proprio negli anni in cui in Italia si verificava una prima rivalutazione delle tipicità alimentari regionali e nel contempo una nuova spinta all’industrializzazione, nel volume citato si individuavano due questioni fondamentali: la prima, relativa alla necessità di difendere una tradizione gastronomica che per ragioni economiche e sociali rischiava di sparire. In secondo luogo, l’idea che la produzione gastronomica molisana, pur essendo caratterizzata dall’ampio uso di ingredienti umili, fosse tutt’altro che povera, ma al contrario ricca e straordinariamente diversificata, se rapportata alle piccole dimensioni del territorio regionale. Al termine di una ricerca durata circa 10 anni, le due studiose erano infatti in grado di portare alle stampe una raccolta di ricette di circa 700 pagine.
Cosa è cambiato in vent’anni? Sicuramente è aumentata la consapevolezza ed il senso di identità dei molisani. Soprattutto, la consapevolezza del fatto che il territorio regionale è in grado di produrre una grande varietà di ingredienti, che si riflette in una varietà altrettanto grande di pietanze tipiche, usi e costumi, a sua volta derivata dalla eteropgeneità geografica del Molise. Anche se prevalgono le zone montagnose e collinari da sempre votate all’allevamento ed alla pastorizia, non mancano le vallate coltivate a grano e farro, le aree coperte da olivi secolari, e, spostandosi verso il mare Adriatico, la produzione di frutta ed ortaggi la fa da padrone. I molisani di oggi considerano ciò una ricchezza e sono orgogliosi di provenire da questo territorio per molti versi ancora incontaminato e capace di produrre alimenti genuini e di qualità altissima (l’esempio classico è costituito dall’olio di oliva). Un indizio di questo cambiamento di mentalità provine da un dato di tipo economico. Dalla fine degli anni '80 la produzione enogastronomica artigianale è passata ad occupare una porzione considerevole della forza lavoro della regione. In questo settore le piccole aziende molisane sono ormai da lungo tempo in grado di realizzare prodotti di valore, che inoltre sembrano rispondere al trend di mercato verso consumi più sani e genuini ed al trend di lungo periodo che mette l'enogastronomia al centro di una esperienza culturale più ampia della classica cena tra amici.
Ciò che invece è rimasto pressappoco identico a vent’anni fa è il fatto (paradossale) che queste caratteristiche non hanno garantito lo sviluppo della regione, ancora oggi appena sfiorata dalla grande industrializzazione e contraddistinta da tassi di spopolamento tra i più alti della penisola. Esaminando questi fenomeni in un'ottica imprenditoriale e commerciale, ciò che emerge è dunque la mancanza di una coerente ed efficace valorizzazione del più naturale punto di forza del Molise: il territorio ed i suoi frutti. A questo punto è naturale porsi una ulteriore domanda: cosa vuol dire oggi scommettere a livello imprenditoriale sulla vendita e sulla esportazione di prodotti tipici molisani? Più che concentrarsi sui singoli prodotti, secondo la nostra azienda, vuol dire prepararsi ad un imponente lavoro di promozione della immagine e della identità del Molise verso il pubblico nazionale ed internazionale. E soprattutto vuol dire scommettere sulla qualità piuttosto che sulla quantità, sulla nuova consapevolezza dei consumatori interessati ad una alimentazione più sana e rispettosa dell' ambiente.


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